GianniCanali_18_04_2015

Vi aspetto

SABATO 18 APRILE 2015 ALLE ORE 18.00

Inaugurazione della mostra
GLUED TO THE WINDOW

Spazio Espositivo Comunale LE STANZE
presso la Biblioteca – Mediateca A. Meli
via Roma 140 Trescore Balneario (Bg)


Di restauratori ne ho conosciuti e parecchi
ho iniziato fotografando pale d’altare, affreschi.

Tre i momenti sacri della documentazione, un rituale:
il prima, il durante ( il tassello di pulitura, ne abbiamo già parlato, vi ricordate) il finale: la rinascita dell”opera d’arte. Per i restauratori si tratta di un nuovo parto

Li raggiungevo nelle chiese in pieno inverno, nei conventi,
suore, frati, parroci, poca preghiera, parecchio freddo, umido.

I restauratori, un po’ come tutti coloro che passano ore ed ore in solitudine, o in compagnia del solo assistente,
diventano duri, spigolosi, oserei dire invidiosi, non si sopportano l’un l’altro, è un ambientino “poco raccomandabile”.

Alberto l’ho conosciuto tardi, quando la fotografia di restauro per me era acqua passata e forse mi ha mostrato un altro volto del restauratore.

Alberto è leggero, non per questo superficiale, anzi pieno di passione, entusiasmo, amore per la vita e per il suo lavoro.
Viaggia, e questo non è da sottovalutare, il viaggio fisico o della letteratura apre la mente.

Ha uno sguardo severo, ma poco dopo sorride, ride, scherza, forse è un segno della timidezza di lontana gioventù.

Ha grande rispetto per l’interlocutore di turno, ma se non gli piaci non parla male di te, se ne frega, ti ignora, non meriti tempo.

Quando parla del suo lavoro si illumina, soffre, si incavola.

Nella pittura il pentimento è un ripensamento in corso d’opera, che un artista mette in atto, mascherando la versione precedente che non ritiene soddisfacente.
E i restauratori scoprono i pentimenti degli artisti lavorando sulla tela

Il pentimento di Alberto rispetto al suo lavoro riguarda la burocrazia. Non ha mai amato le restrizioni

Ma non può che pensar bene per il futuro.

Restauro Alberto, restorer

Una storia esemplare, raccontata nei passaggi chiave,
una passione che diventa laboratorio, lavoro, impresa.
Partiti con tanta voglia, pochissimi soldi, e un’idea, una sola, chiara:
amplificare quello che fa l’artista sul palco.
Suonovivo nasce in un garage nel 1992, due cassettine e un mixerino,
oggi è un nome di riferimento nell’ambito della tecnologia del suono,
negli anni ha saputo crescere accettando la sfida dell’innovazione tecnologica
continua, e chiamando nuovi cervelli, menti fresche.
La forza di questo video è nel finale, che sembra quasi una risposta alla campagna
“guardare avanti” realizzata da saatchi&saatchi per enel:
con tutta l’energia dei suoi sedici anni, il più giovane del gruppo dichiara:
“di sicuro farò questo nella vita, porterò avanti questa azienda”.
Come non dargli credito?

“Mio padre” si può dire in tanti modi, e fa capire tante cose.
Chi come me nella vita fa altro dal padre, raramente, privatamente,
quasi sottovoce, e con pudore, dice “mio padre”.

Ma in un’impresa artigiana, da come il figlio dice “mio padre”,
a testa alta, con voce forte, capisci il senso di un legame stretto,
territoriale, generazionale, basato sul lavoro.

“Lavoro” è anche la prima risposta che mi rifila l’operaio/artigiano
esperto (ma d’aspetto giovanile) alla domanda: “Lei cosa fa?”
“E da quanto lavora?” “Qui da 33 anni, ma lavoravo già prima”

Un altro, aria da Clint Eastwood: “Ho iniziato a 13 anni da apprendista,
poi sono arrivato all’età della pensione da dipendente,
e adesso da 13 anni lavoro come artigiano in società”.

Poi un giovane vichingo, che dopo avermi spiegato cosa fa
(progettazione su misura, disegno tecnico, autocad, software)
mi guarda in faccia e mi rivela il segreto, il vero punto di forza:
“mio padre, tutte le idee vengono da lui”.

In quel “mio padre” c’è la coscienza di un valore da tramandare,
di una storia da continuare: “Il falegname era quello che con un pezzo di legno
faceva qualsiasi cosa”.

Ogni artigiano in fondo pensa la stessa cosa, anche un fotografo:
con una macchina fotografica puoi fare qualsiasi cosa,
e mi sono venute in mente le mie prime foto, 30 e plus anni fa,
in gita scolastica, classe 3C, con una vecchia, preziosa Voigtlander,
la prima macchina che ho usato, e con grande attenzione:
me l’aveva affidata mio padre.

post_oil

VI ASPETTO MERCOLEDÌ 19 MARZO ALLE ORE 19,00

All’inaugurazione della mia mostra “oil”

Fra gusto e fotografia con CibArsi, il progetto di unione fra arte e ottima cucina!

All’Enoteca Zanini Osteria

Via Borgo Santa Caterina, 90/a  24124 Bergamo

A seguire, per chi volesse fermarsi in compagnia, cena a prenotazione.

 

 

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Stefano è un cliente brillante, non è da tutti.

Mi chiama, proponendomi di realizzare delle immagini che raccontino che la sua azienda esiste, progetta, produce, in Italia.

Vado a trovarlo, mi racconta le novità, facciamo un giro nei reparti della nuova sede.
La prima cosa che noto è la quantità di materiali, semilavorati, prodotti, strumenti, impianti, uomini, che si fondono in un enorme caos, ma che stranamente creano uno stupendo equilibrio visivo.
Trattengo questa riflessione, continuando il percorso.

Al rientro nel suo ufficio, gli anticipo questa mia sensazione, annunciandogli che ritornerò per realizzare delle immagini che mi consentiranno di illustrare il concetto.
Torno, scatto, ritorno con dei draft esplicativi. Approva. Stupendo!

Condividiamo i dettagli del progetto, organizziamo i set. I dipendenti sono stati fantastici, stando al gioco, per quel pizzico di ironia che potesse raccontare l’atmosfera lavorativa.

Un loro slogan annuncia: Ciò che facciamo è fuori dal comune.
E’ la sacrosanta verità!

Guarda il progetto

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La copertina un anno fa era doverosa, Giuseppe, Beppe per tutti, cedeva il testimone, lasciava la direzione di CNA Bergamo a Tomas.
Ma non era sufficiente, occorreva un B-Side per conoscere qualche cosa di più intimo, qualche sfumatura meno nota.
La colonna sonora, in pratica, l’ha scelta lui, fine intenditore.
Un anno è passato da quel giorno, mi sembra il momento adatto per farvi ascoltare cosa ha raccontato.

Anche se sei un tipo da sdraio, bibita e canotta, non puoi non conoscerlo.
Se hai scalato degli ottomila, diciamo sette, diventi popolare.
Quando l’ho incontrato pensavo se la tirasse. E’ arrivato in scooter, (non fatevi ingannare dal video), breve briefing, poi sul set, disponibile, professionale anche come modello.
Testimonial per Somain, linee vita e sistemi anticaduta.
Ho pensato subito ad un B-Side quando mi hanno proposto la campagna fotografica.
Non ve ne avevo mai parlato, oggi ne ho l’occasione.

A proposito…il cantante è l’amico Paolo Pinna make up artist!

Simone Moro Safety First from Gianni Canali on Vimeo.

Se avete letto il post Ol Mesteràss, avrete compreso che anche il progetto Family Business continua.
Incontro persone curiose, le situazioni di ripetono, ciò nonostante ogni occasione è differente.
I soggetti, inizialmente, faticano a comprendere la presenza della lampada nell’immagine.”Ma poi la togli” mi chiedono.
Altri non dicono nulla, mi guardano con sospetto. “La facciamo qui?”
Chi rimane fermo nella stessa posizione per minuti. Sono di corsa, ma molto disponibili.
Una cosa però è costante: il rispetto per il mio lavoro. Comprendono che dietro alle mie richieste non si nasconde nulla di stravagante, ma la stessa passione e volontà di raggiungere il risultato prefisso, un atteggiamento che conoscono bene, d’altronde sono anni che anche loro si comportano così!

IL PROGETTO CON LE ULTIME IMMAGINI

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“Pensare anzitutto in piccolo” continua ad essere uno delle tradizioni per il nostro paese.
Il settore delle PMI in Italia, il più grande dell’UE per numero, è dominato da 3,6 milioni di microimprese , 94,6% del totale delle attività in Italia.
Il momento è difficile. L’unica certezza è l’orgoglio di questi imprenditori.
BATTISTA, MARIO, PIETRO, tre fratelli, una vita trascorsa a trasformare i cascami tessili, provenienti da filature cotoniere.

Continuo il viaggio B-SIDE, ritratti della nostra penisola.
Salite a bordo, vi ho riservato un posto in prima fila.

OL MESTERÀSS – Families business stories of Italy from Gianni Canali on Vimeo.